Dall’invenzione della lingua italiana in poi, i fiorentini bestemmiarono sempre in pretto italiano.

La bestemmia, in bocca al fiorentino, perde molte volte il suo carattere ereticale e ci fa piuttosto la figura di un pleonasmo inarmonico, d’una interiezione sguaiata, d’una parafrasi più indecente che retorica, messa lì per ripieno, tanto da portare in fondo il discorso.
Togliete ai fiorentini la bestemmia, e torna quasi lo stesso che portargli via mezzo vocabolario della lingua parlata.
Una sera o l’altra, sul tardi, provatevi a capitare in qualcuno di quei Caffeucoli quasi sospetti, che, dalla mezzanotte in là, diventavano il convegno di certi musi indefiniti e indefinibili, che di giorno non s’incontrano mai; una specie di animali misteriosi, che nascono di notte, vivono di notte, e muoiono di notte, senza che nessuno ne sappia mai nulla: nemmeno il Questore.
…..
appena entrato in uno di questi Caffè, vedete, per esempio, capitare un omettino sulla cinquantina. E’ Pistagna, . … ha le gote vermiglie, l’occhio lustro, e quel passo incerto e vacillante della persona… insomma, è un uomo che, avendo bevuto un dito di più, comincia a credere con Galileo che la terra si muove davvero.
…..che uscito da cena è andato a bere qualche poncino turco… insomma
Chiacchierando del più e del meno il suo amico gli fa notare che si sta bevendo tutto lo stipendio.
Pistagna – Che vuoi che faccia? Ho sentito dir sempre che la vita è un sorso… Dunque beviamola!
– E anche sta sera se il lunario dice il vero, tu hai alzato un tantino il gomito.
– Né me ne pento. Dio benedetto ha dato il gomito all’uomo per poerlo alzare a tavola. Se no, a che servirebbero i gomiti? A consumare le maniche dei vestiti.
A questo punto Pistagna, riscaldandosi e gesticolando, urta nel bicchiere del ponce che ha davanti, e se lo rovescia tutto addosso.
– Dio!… – E sta li per dire qualcosa di grosso: ma poi si ripiglia in tempo e chinandosi verso il vostro orecchio, domanda sottovoce:
– Scusi; per caso che sarebbe anche lei di quelli della “Società orchestrale contro la bestemmia”?
– Neanche per sogno
– Sicchè allora posso dire?
E difatti la dice: e dopo averla detta, fa un gran sospirone e brontola fra i denti:
– Ne avevo proprio bisogno! Eppure anche questa l’è una bella potenza!
– Cioè?
– Di dire che un libero cittadino non sarà più padrone di bestemmiare, neanche se gli fa bene alla salute. O allora per chi s’è fatta l’Italia? Poeri quattrini spesi bene…
– Peraltro, converrai meco che la bestemmia è una brutta cosa.
– Bruttissima, ma fa un gran comodo. In certi momenti, bisogna che ne convenga anche lei, il moccolo è il vero amico dell’uomo!
– Ma quando tu bestemmi, offendi per lo meno la Divinità.


Ognun per sé e Dio per tutti, come dice il proverbio. Del resto, in casa mia s’è bestemmiato sempre, e io, da buon figliolo, seguiterò l’esempio degli avi, perché per me, l’uomo che rinnega la religione de’ suoi padri sarà sempre un vile!
– Levami una curiosità: che ci trovi a bestemmiare?
– A me la domanda? Sarebbe come domandare a un fioccheraio
1, che sugo c’è a pigliarsela con Sant’Antonio. Ebbene, la levi Sant’Antonio ai fiaccherai, gli è lo stesso che levargli il pan di bocca. Se non ci fosse Sant’Antonio, con chi vuole che se la pigliasse un povero fiaccheraio, quando gli casca il cavallo, e gli dà balta il legno? Almeno, in una disgrazia, il fiaccheraio sa che c’è un santo da poterlo trattar male e lo tratta peggio di un pellaio: tanto più che Sant’Antonio, per il suo incomodo essere un santo, non può nemmeno rispondere né alzare le mani. Motivo per cui, io dico sempre al mi’ figliuolo:…

1Chi sono i fioccherai?